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Capriolo PDF Afdrukken E-mail
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Capriolo
Nome Scientifico Capreolus capreolus

 

Classe Mammiferi
Ordine Artiodattili (sottordine Ruminanti)
Famiglia Cervidi
Dimensioni Lunghezza corpo: 88-127 cm;
lunghezza coda: 2-3 cm;
altezza alla spalla: 60-70 cm;
peso: 15-27 kg, con i maschi più grandi delle femmine.

 

alt IDENTIFICAZIONE E COMPORTAMENTO
Il Capriolo è un Artiodattilo, uno di quegli ungulati che poggiano sul suolo solo il terzo e il quarto dito del piede visto che il secondo e il quinto sono in posizione più elevata e il primo è atrofizzato.
Le gambe sono lunghe e snelle, ma robuste, con arti posteriori più lunghi di quelli anteriori secondo la struttura tipica degli artiodattili che si muovono nella vegetazione più fitta, in grado di saltare, correre e persino nuotare con grande agilità. Il mantello è color ruggine in estate e bruno-grigio in inverno, quando il pelo è più morbido e folto e sono anche ben visibili due macchie bianche sulla gola e sul sedere. I giovani sono bruni scuri con macchie bianche che scompaiono già al secondo mese di vita.
I maschi hanno il capo ornato da corna formate da una stanga che si ramifica in tre punte che cadono in novembre-dicembre, ovvero dopo il periodo degli accoppiamenti, e sono presenti sin dal primo anno di vita. Il muso e la fronte del maschio sono dotate di numerose ghiandole odorose attive solo nel periodo degli amori, utilizzate per marcare il territorio, e nella zona metatarsale e tra le falangi delle zampe posteriori sono presenti anche nelle femmine altre ghiandole odorose che servono al riconoscimento tra individui e per la marcatura dell’ambiente. Lo stomaco di piccole dimensioni obbliga il Capriolo a mangiare di continuo, soprattutto all’alba e al tramonto, periodi in cui è più attivo, mentre durante il giorno riposa nella vegetazione più fitta ruminando.
Il Capriolo è un animale fedele ad una certa zona, in cui si muove con grande sicurezza per una conoscenza accurata e che abbandona raramente, e conduce una vita essenzialmente individuale. Il comportamento territoriale dei maschi si ha soltanto nel periodo degli amori, dopo il quale questi conducono vita individuale mentre le femmine conducono piccoli gruppi che formano con i giovani
 
 
 
alt VOCE
Quando colto di sorpresa, il capriolo e mette un grido, oppure un suono gutturale forte, ma soffocato, lo stesso con cui i maschi chiamano le femmine nel periodo degli amori, epoca in cui però possono emettere anche richiami più acuti, ma rauchi e brevi. Le grida delle femmine sono più acute: queste e i giovani si chiamano con suoni striduli e prolungati.
 
 
 
alt HABITAT
Boschi giovani di latifoglie, di conifere e misti, purchè ricchi di sottobosco fitto e di radure, anche in zone umide lungo i corsi d’acqua, macchie.
 
 
 
alt ALIMENTAZIONE
Germogli, foglie, leguminose ed erbe varie in primavera e in estate, bacche, frutti selvatici, ghiande in autunno, cime di arbusti, alberelli e cortecce in inverno.
 
 
 
alt RIPRODUZIONE
Alla fine dell’inverno i maschi si confrontano ostentando i loro trofei, si fronteggiano e assumono comportamenti ritualizzati che però generalmente non degenerano in scontri veri e propri, ma sono sufficienti a stabilire le gerarchie. I maschi dominanti marcano allora un proprio territorio strofinando le corna sulle cortecce degli alberi, raspando il suolo con gli zoccoli, strofinando le ghiandole olfattive della testa sui tronchi. Nel territorio sono ammessi solo maschi subordinati e le femmine, con le quali, dopo un corteggiamento ritualizzato avviene l’accoppiamento: talvolta il maschio è monogamo, in alcuni casi invece cerca più compagne. L’uovo fecondato rimane quiescente da agosto a dicembre, per cui, dopo nove mesi e mezzo di gestazione, alla fine della primavera nascono i piccoli, in genere due, che in breve tempo sono in grado di reggersi sulle gambe e di seguire la madre che li allatta per circa 6 mesi. E’ proprio nel primo anno di vita che i Caprioli si devono guardare dagli attacchi dei due predatori più pericolosi per la specie: il Lupo e la Lince.
 
 
 
alt STATUS E CONSERVAZIONE
Il capriolo è piuttosto diffuso in Italia sulle Alpi e sugli Appennini, anche se molte popolazioni si devono all’introduzione di esemplari di varia provenienza. Particolare valore hanno le popolazioni autoctone di Capriolo italico (Capreolus caprealus italicus) di Castelporziano, vicino Roma, del Gargano e dell’Orsomarso, le cui popolazioni sono minacciate, ad eccezione che nel primo caso, dal bracconaggio e dal randagismo canino.