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Ululone dal ventre giallo PDF Afdrukken E-mail
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Ululone dal ventre giallo
Nome Scientifico Bombina variegata

 

Classe Anfibi
Ordine Anuri
Famiglia Discoglossidae
Dimensioni Lunghezza: di solito inferiore ai 5 cm.

 

alt IDENTIFICAZIONE E COMPORTAMENTO
L’ululone dal ventre giallo è davvero un bell’anuro alt, ovvero anfibio senza coda, grazie alla colorazione della sua pelle. Questa infatti nelle parti superiori è marrone-grigiastra, ideale per mimetizzarsi nel fango, mentre in quelle inferiori è giallo limone vivo, con chiazze marmorizzate grigio-bluastre. L’ululone quindi è in grado di mimetizzarsi perfettamente, sia a terra che in acqua, ma anche di segnalare con i suoi colori sgargianti ai predatori di poter costituire un pericolo. Questo anfibio infatti può secernere una secrezione biancastra vischiosa, molto tossica, dal vago odore di aglio, che viene prodotta dalle ghiandole cutanee nei momenti di stress e può causare ulcerazioni gravi ai tessuti più delicati degli altri animali. Un altro sistema di difesa adottato consiste nell’inarcare la schiena, coprirsi gli occhi con il dorso delle zampe anteriori e appoggiando il dorso delle zampe posteriori sui fianchi, e rimanendo immobili in modo da non essere riconosciuti, in quella strana postura, dai predatori. Per questo motivo l’ululone non ha praticamente nemici naturali, tanto che se spaventato fugge lentamente per andare a tuffarsi nella pozza d’acqua in cui vive e che, anfibio sedentario, frequenta per anni; questi fattori rendono la mortalità degli adulti piuttosto bassa. Attivi da aprile a ottobre, gli ululoni dal ventre giallo ha abitudini diurne anche se è spesso attivo anche di notte, non si allontanano mai dall’acqua, a meno che le pozze non si prosciughino d’estate, obbligandoli a cercare l’umidità sotto un sasso o tra la vegetazione per attendere le prime pioggie.
 
 
 
alt VOCE
Soprattutto nel mese di maggio, epoca della riproduzione, emette richiami quasi melodici, costituiti da una sequenza di hù-hù-hù a distanza di poco meno di un secondo l’uno dalla’altro simili ad un lontano latrare di cane. Se un individuo risponde il primo dimezza la frequenza così che per un breve periodo cantano alternativamente, poi all’unisono. Se più individui emettono il loro verso insieme ne scaturisce un richiamo melodico.
 
 
 
alt HABITAT
Piccoli stagni poco profondi e pozze dal fondo fangoso dell’Appennino, anche di origine artificiale, rive di fiumi e torrenti, fossati e persino canalette stradali e pozzanghere, dal livello del mare fino a 1.200 m di quota.
 
 
 
alt ALIMENTAZIONE
Chioccioline acquatiche, insetti, larve, vermi, piccoli crostacei.
 
 
 
alt RIPRODUZIONE
L’epoca degli amori ha inizio in maggio e si ripete 2-3 volte all’anno, entro settembre. I due sessi si accoppiano in posizione lombare di giorno e alla sera la femmina depone 80-100 uova, che, come i girini che ne nascono, si sviluppano molto velocemente per evitare di venire uccise dal prosciugamento delle pozze d’acqua. Le uova schiudono infatti in 8 giorni e in un mese le larve compiono il ciclo completo delle metamorfosi. La giovane età è il periodo più rischioso della vita di un ululone: molti infatti muoiono per assenza di acqua nei loro erratismi espansivi e rimangono vittima dei predatori.
 
 
 
alt STATUS E CONSERVAZIONE
Diffuso in buona parte dell’Europa, in Italia è molto frequente sull’Appennino con la sottospecie endemica pachypus, mentre è scomparso dalla Val Padana ed è raro e localizzato sulle prealpi con la sottospecie variegata. Gli ululoni sembrano ovunque in forte calo numerico con fenomeni locali addirittura drammatici.