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Oasi delle lontre nel fiume Sangro PDF Print E-mail
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il Centro — 08 marzo 2007 pagina 01 sezione: LANCIANO

BORRELLO. Spunta la lontra tra la fauna del fiume Sangro. La scoperta è di due ricercatrici dell’università di Isernia che hanno condotto uno studio su oltre 120 siti nei bacini del Volturno e del Biferno, in Molise, e sul fiume Sangro in Abruzzo. La presenza del mammifero, che oggi in Italia è una delle specie più rare, è stata localizzata nell’area della riserva naturale delle cascate del Rio Verde, nel medio corso del fiume, dove il mustelide è stato rintracciato in più punti. I risultati della ricerca vengono presentati alle 10,30 nella sala giunta della Provincia, in piazza Italia, dal Wwf Abruzzo, dal sindaco di Borrello, Giovanni Ferrari, e dalle due ricercatrici della facoltà di Scienze ambientali, Anna Loy, che è tra le maggiori esperte europee della specie, e Giusi De Castro, la cui borsa di studio è stata finanziata dall’oasi Wwf delle cascate del Rio Verde. «La ricerca è al punto iniziale», precisa Augusto De Sanctis, coordinatore delle oasi Wwf, «ma mentre in passato i censimenti avevano escluso la presenza del mammifero e c’era stata solo qualche sporadica segnalazione non scientificamente provata, oggi siamo certi della presenza della lontra nel fiume Sangro». L’animale, detto anche la “regina dei fiumi”, è un carnivoro acquatico e marino, dalla densa pelliccia che lo protegge dall’acqua, un corpo sottile e flessibile e zampe corte. Si ciba per lo più di pesce, ma la sua sopravvivenza è minacciata soprattutto dall’inquinamento delle acque. E il Sangro, che nasce a 1441 metri sul livello del mare nel Parco nazionale d’Abruzzo, è purtroppo, insieme al Feltrino, uno dei fiumi più inquinati della regione. Ma il punto in cui è stata riscontrata la presenza delle lontre, nell’affluente Rio Verde del Sangro, è un tratto in salute e protetto dalla riserva. Segno che l’inquinamento dei corsi d’acqua è soprattutto a valle, alle foci dei fiumi, dove si riversano gli scarichi urbani e industriali delle attività umane. «Questa scoperta deve infatti attivarci per migliorare le condizioni del Sangro», sottolinea De Sanctis. Soddisfatto anche il sindaco di Borrello, Ferrari, per le ricadute positive per la riserva: «C’è la possibilità di far conoscere le peculiarità del territorio, la salute delle acque e dell’ambiente».