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Dopo le cascate più alte i licheni più rari PDF Print E-mail
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I Rari licheni della Riserva Naturale Regionale Cascate del Rio Verde - Borrello (CH)Il Centro - 31 Dicembre 2009 - Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Cascate del Rio Verde di BORRELLO - Si chiamano “Physconia servitii” e “Parmotreme reticultatum”, nomi che possono far temere chissà quali conseguenze negative ma la loro presenza è segno di un ambiente decisamente sano. Sono due licheni, forse i più rari fra i sessanta che uno studio del Mario Negri Sud ha individuato nelle cascate del Rio Verde (le cascate naturali più alte dell’Appennino) dell’oasi del Wwf. Sono licheni, preziosi segnalatori del benessere dell’ambiente ma che rischiano l’estinzione. Al punto che lo stesso Wwf e il Comune hanno deciso di finanziare un secondo progetto sempre gestito dal Centro di scienze ambientali del Negri Sud, per approfondire gli studi e i segnali che arrivano dai licheni. Domenica ci sarà la presentazione dell’iniziativa.  I licheni sono organismi costituiti da una simbiosi tra alghe e funghi che colonizzano soprattutto cortecce degli alberi, suolo e rocce.  «Per decidere le priorità cui destinare le risorse che la Regione ci ha assegnato», sottolinea il sindaco Giovanni Di Nunzio , «abbiamo tenuto conto anche dei risultati di un questionario che la società “Rio verde ambiente e turismo” ha sottoposto ai visitatori nel corso dell’anno».  Le ricerche precedenti sono state condotte da Stefania Caporale , Marzia Marrone e Tommaso Pagliani , del Negri Sud. Per alcuni dei licheni individuati è stato proposto l’inserimento nella lista rossa dei licheni della regione Abruzzo perché specie a rischio e con priorità di conservazione.  A un occhio poco attento questi organismi possono sembrare semplici macchie ma in realtà sono esseri viventi dal fondamentale ruolo ecologico. Crescono molto lentamente e le diverse specie sono sensibili in maniera differente all’inquinamento atmosferico. Per questo sono utilizzati come bio-indicatori della qualità dell’aria. Basti pensare che nelle zone più inquinate si può arrivare al cosiddetto “deserto lichenico” cioè a una loro completa sparizione.  Alcuni licheni delle cascate di Borrello, e questo dà loro una caratteristica di unicità, sono tipici di ambienti naturali (non antropizzati) a dimostrazione dell’integrità di tutta la zona.  Per la riserva naturale - circa 287 ettari, istituita nel 2001 - sono stati approvati anche altri progetti, fra i quali la dotazione dei sentieri di media percorrenza e un nuovo sito web.  «L’oasi», afferma Di Nunzio, «è un punto fermo per il futuro del nostro comune e le nuove iniziative sono essenziali per garantire una gestione oculata del patrimonio ambientale che dobbiamo tutelare».  Nel corso del 2009 i visitatori che hanno visitato le cascate del Rio Verde sono stati 15 mila (12.500 da maggio a settembre), anche se Augusto De Santis , coordinatore delle oasi del Wwf in Abruzzo, afferma: «Riteniamo che sia una meta turistica ancora poco conosciuta rispetto alle sue potenzialità ma con l’appoggio delle istituzioni regionali può diventare presto una delle meraviglie più note dell’Appennino».  Nel frattempo l’area protetta sarà dotata del sito web in più lingue che dovrà essere all’altezza della domanda turistica e di una rete sentieristica idonea a far trascorrere ai visitatori diverse ore immersi in questo paesaggio straordinario.