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Falco pellegrino PDF Print E-mail
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Falco pellegrino

 

Nome Scientifico Falco peregrinus

 

Classe Uccelli
Ordine Falconiformi
Famiglia Falconidi
Dimensioni Lunghezza maschio 40 cm, femmina 50 cm;
apertura alare: 95-115;
peso maschio 600-750 gr, femmina 900-1300 gr.

 

alt IDENTIFICAZIONE E COMPORTAMENTO
Uccello potente, che in volo ha una silohuette compatta, ali a falce lunghe e appuntite, coda corte e testa incassata nelle spalle. Il piumaggio è scuro, color grigio ardesia nelle parti superiori (brune nei giovani del primo anno) e bianco screziato di nero sul petto e in quelle inferiori. Sulle guance scende un mustacchio nero che gli dà un aspetto fiero: le femmine sono più grandi dei maschi detti “terzuoli”. Il Pellegrino è un uccello affascinante, molto amato dai bird-watchers per il suo aspetto fiero, per la sua predilezione per gli ambienti rocciosi selvaggi e solitari, ma soprattutto per la sua abilità di cacciatore d’alto volo. Questo falcone infatti cattura esclusivamente uccelli in volo, colpendoli dall’alto con un colpo d’artiglio dopo vertiginose picchiate, oppure dal basso con cabrate improvvide o alle spalle, sfruttando l’angolo morto del loro campo visivo. In picchiata il Pellegrino supera i 300 km orari, ma con il suo volo potente può superare gli 80 km orari ed è quindi un nemico temibile per qualsiasi preda e le femmine, più grandi, possono catturare anche specie di che discrete dimensioni, che vengono divorate sul terreno a cominciare dal petto.
 
 
 
alt VOCE
Emette un iu-eiu ripetuto, ma durante gli attacchi agli intrusi nei pressi del nido anche un forte e acuto kik-kik-kik e un rumoroso khè-khè.
 
 
 
alt HABITAT
Specie molto adattabile, presente ovunque ci siano pareti rocciose, in montagna, in collina e sulle scogliere marine; frequenta anche le grandi città, soprattutto in inverno.
 
 
 
alt ALIMENTAZIONE
Per il 98% uccelli, sempre catturati in volo, di cui il 30-70%, a seconda delle località, piccioni selvatici o semidomestici, ma anche colombacci, tortore, storni, corvidi e tutti gli uccelli di pari dimensioni, fino alle piccole allodole. Pipistrelli, piccoli mammiferi terrestri e grossi insetti possono, molto raramente, integrare la dieta di circa 80-100 grammi di carne al giorno per ciascun falcone.
 
 
 
alt RIPRODUZIONE
Il periodo riproduttivo ha inizio di solito in febbraio, quando i falconi iniziano a difendere un’area con un raggio di circa 500 m intorno alla zona del nido, effettuando attacchi aerei contro ogni intruso alato. Dopo circa un mese il maschio sceglie il nido e vi offre una preda alla femmina che la riceve assumendo comportamenti tipici dei nidiacei. Il nido è posto di solito sulle pareti rocciose sul pavimento nudo di una cavità: la deposizione di 3-4 uova avviene in marzo e la cova, effettuata prevalentemente dalla femmina, dura 28-30 giorni: i giovani si involano dopo 5 settimane.
 
 
 
alt STATUS E CONSERVAZIONE
Tra il 1950 e il 1970 questa specie subì un forte declino a causa dell’avvelenamento da DDT e DDE contenuti nelle prede che si accumulavano nel corpo dei falconi rendendone sterili le uova, ma anche a causa della caccia e dei prelievi dai nidi dei pulcini da utilizzare per la falconeria, tanto da farne temere la scomparsa. In Italia, come nel resto del mondo, negli ultimi anni si è avuto invece un buon recupero grazie soprattutto alla diminuzione della caccia e alla scomparsa di prelievi dai nidi, resi inutili dalle riproduzioni in cattività ormai abituali: sono oggi presenti circa 1000 coppie concentrate soprattutto lungo le coste, nelle isole minori, nel meridione e in Sardegna. Tuttavia la caccia, il disturbo ai nidi e l’inquinamento da insetticidi rendono questa specie tutt’ora molto vulnerabile e quindi non al riparo da rischi.