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Rospo comune PDF Print E-mail
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Rospo comune

 

Nome Scientifico Bufo bufo

 

Classe Anfibi
Ordine Anuri
Famiglia Bufonidi
Dimensioni Lunghezza: 15 cm, femmine più grandi dei maschi.

 

alt IDENTIFICAZIONE E COMPORTAMENTO
Il più grande anfibio europeo, con pelle marrone verrucosa, ghiandole paratoidi molto prominenti e pupilla orizzontale, aspetto goffo e movimenti lenti, perché anche se dotato di zampe posteriori meglio sviluppate di quelle anteriori, non può spiccare salti.
Il suo sistema di difesa non è basato sulla fuga, come per altri anfibi più agili e veloci, ma sulla possibilità di secernere, con due ghiandole poste ai lati del collo dette parotidi, un liquido vischioso molto tossico. Questa sua capacità, ha fatto sorgere false credenze (come quella che il rospo possa spruzzare le secrezioni tossiche) e leggende che hanno incrinato i rapporti tra l’uomo e questo anfibio, malgrado la sua utilità quale grande distruttore di insetti.
Il liquido tossico viene emesso a comando in caso di aggressione o di shock: se un predatore (ad esempio un cane, un lupo o una volpe) lo azzannano, il liquido provoca gravi ulcerazioni alle mucose orali. Sono invece esenti dai suoi effetti i rapaci, che avendo le zampe protette da placche cornee possono afferrarli e aprire la pelle per cibarsi dei tessuti.
I rospi hanno abitudini crepuscolari e notturne e sono attivi nella bella stagione. Trascorrono quindi la notte in un buco che si scavano nel terreno all’alba e l’inverno in altre, di solito più profonde.
 
 
 
alt VOCE
Il caratteristico “quarch-quarch-quarch” emmesso di notte è la voce, mentre il canto, più lento e prolungato, viene emesso di rado.
 
 
 
alt HABITAT
Boschi umidi di pianura, ma anche zone coltivate, parchi e giardini.
 
 
 
alt ALIMENTAZIONE
Soprattutto insetti, comprese api e altri imenotteri, formiche rosse.
 
 
 
alt RIPRODUZIONE
Usciti dai loro rifugi invernali, i rospi maschi si avviano verso lo stagno, il lago o la palude in cui sono nati, dalle zone circostanti in cui si sono dispersi.
Si formano quindi vere e proprie processioni, che si fanno sempre più numerose all’avvicinarsi all’acqua, e che provano gravi decimazioni di questi animali nel caso in cui il viaggio comporti l’attraversamento di strade molto trafficate. In due-tre notti tutti i rospi raggiungono l’acqua e iniziano ad emettere il gracidio di richiamo (anche da dentro l’acqua)che viene captato dalle femmine che a loro volta, ma con un fenomeno meno concentrato, raggiungono l’acqua per immergersi.
I maschi le afferrano da dietro in posizione ascellare e iniziano a stimolarle fino a che non depongono le uova in un lungo cordone gelatinoso; a questo punto loro le fecondano con il loro sperma prima che il cordone si vada ad impigliare tra la vegetazione acquatica. Dopo la deposizione le femmine lasciano l’acqua per tornare sul terreno, mentre i maschi vi rimangono in attesa di altri compagne, anche se non di rado, per una difficoltà a distinguerle, approcciano altri maschi o addirittura altri corpi sommersi dalla forma simile.
Le uova si sviluppano in alcune settimane, durante le quali escono dal loro involucro pur rimanendo attaccate ai corpi sommersi. In aprile-maggio i girini di colore marrone sono presenti negli stagni e non raggiungono grandi dimensioni. Infatti quando sono lunghi 4,5 cm subiscono la metamorfosi e si trasformano in rospetti lunghi 12 mm, molto agili e mobili, che si trattengono sulle rive dello specchio d’acqua in gran numero, probabilmente rispettati dai predatori per il loro liquido tossico, prima di diffondersi nei boschi circostanti.
 
 
 
alt STATUS E CONSERVAZIONE
E’ presente e comune dalla Spagna al Giappone, escluse le zone polari e alcune grandi isole del Mediterraneo, Sardegna compresa.